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LA VIA DELLA SETA

shutterstock_27583849DA VENEZIA ALL’ORIENTE

Quante volte abbiamo percorso con la mente la via della seta, quegli antichi sentieri tra Oriente e Occidente, incroci di strade, storie, personaggi che hanno riempito la nostra fantasia di bambini quando viaggiavamo con il giovane Marco Polo da Venezia alla Cina?

La Via della Seta, termine coniato in realtà molto tardi, nel 1877 dal marchese tedesco Ferdinand von Richtofen, fu la prima strada d’informazione mondiale. Non un’unica strada ma un intreccio di itinerari che, passando per la Cina percorrendo l’Europa, attraversavano l’Asia. Itinerari che non servivano a portare solo merci ma favorivano un’interculturalità fatta di racconti di mondi diversi, di innovazione, di nuove tecniche di lavorazione che venivano impartite e importate.
Una strada di mediazioni, di confl itti, di mercanti, pellegrini e predoni.
Re e imperatori, palazzi, astrologi e incantatori.
E tessuti e tappeti, perle e gemme preziose.
E seta.

Marco Polo, con il suo sguardo innocente e curioso, nel Milione ci ha lasciato testimonianza di un mondo antico, raccontandoci la grande e piccola Armenia, la Turcomannia (l’attuale Turchia),il Regno di Mosul in Iraq e Baldac, l’odierna Baghdad con i suoi tessuti,i broccati, i damaschi e i cremisini intessuti d’oro e di perle. E ancora la Persia, l’antico Afghanistan, Samarcanda e il mitico regno di Gengis Khan, il deserto di Lop che ci si metteva un anno ad attraversare, tra allucinazioni e spiriti maligni ingannevoli.
E giù fi no a Pechino e ai domini del Gran Kan.

Oggi possiamo sapere com’era quella parte di mondo che non è più come allora. Che non vedremo più e che non vediamo perché in Cina adesso ci voliamo, di certo non l’attraversiamo. E forse, anche se l’attraversassimo a piedi, non incontreremmo quello che Marco Polo ci ha raccontato.
Ma la sua storia rimane nella nostra memoria e nella nostra fantasia. E seguendo le orme dell’immaginazione anche noi di elite, TO BE attraversiamo i cieli d’Oriente e foderiamo le nostre poltrone con le sete e i velluti di Rubelli, l’azienda veneziana che già nell’800 iniziava a mietere successi nelle esposizioni internazionali.

Perché se Milano è la nostra cerniera sull’Europa, Venezia rimane pur sempre la nostra prima, unica e meravigliosa porta sul Mediterraneo e sull’Oriente.


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