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OGNI LIBRO È UN VIAGGIO

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…O UN INVITO A FARLO

“Nei miei anni di insegnamento, mi sforzai di dare agli studenti di letteratura informazioni esatte su quei particolari e combinazioni di particolari, che fanno scoccare la scintilla sensuale senza la quale un libro è inerte. Sotto questo aspetto poco importano le idee generali. Qualunque somaro può assimilare l’essenziale dell’atteggiamento di Tolstoj nei confronti dell’adulterio, ma per poter godere dell’arte tolstojana, il bravo lettore deve immaginare, per esempio, la disposizione di una carrozza ferroviaria sul treno notturno Mosca-Pietroburgo quale era cento anni fa. In questo senso gli schemi grafi ci sono estremamente utili. Se non si percepisce visivamente il labirinto di larici di Mansfield Park, il romanzo perde in parte il suo fascino plastico e se la facciata della casa del dottor Jekyll non viene chiaramente ricostruita nella mente dello studente, questi non potrà godere pienamente del racconto di Stevenson.”
Vladimir Nabokov, Lezioni di Letteratura

Che ogni libro sia un viaggio potrebbe sembrare un’affermazione scontata, una banale verità. Eppure è così. Ogni volta che ne apriamo uno veniamo catapultati in un altro spazio e in un altro tempo, non necessariamente lontano dal nostro, ma semplicemente di qualcun altro. Qualcun altro che non conosciamo e che impariamo a scoprire e a conoscere pagina dopo pagina, esattamente come nella vita conosciamo qualcuno giorno dopo giorno. Vite di altri che assomigliano alle nostre, oppure no. Vite che scorrono in luoghi che riusciamo a seguire in mappe conosciute o che invece possiamo solo disegnare con l’immaginazione.
Un libro è un invito: a riscoprire parti di noi dimenticate, a condividere sensazioni che non sono solo nostre, a partire per dove sconosciuti.
Perché un libro è una chiacchierata con un amico, il racconto di uno sconosciuto, la storia di uno straniero, il ricordo di un vecchio. Che noi possiamo ascoltare seduti e da soli in un tempo che è solo nostro e di nessun altro. Che dura il tempo di quelle pagine ma che ci porteremo dietro quando saliremo davvero sul treno Mosca – San Pietroburgo come Anna Karenina, quando passeggeremo per Dublino pensando all’Ulysses di Joyce o quando ancora immagineremo di essere con Jim alla ricerca dell’Isola del Tesoro.

…ma, ascoltate Nabokov: “non chiedete mai se è vera una poesia o un romanzo. Non facciamoci illusioni: ricordiamoci sempre che la letteratura non ha alcun valore pratico, se non nel caso particolarissimo dell’individuo che desidera diventare, strano a dirsi, un professore di letteratura. La ragazza Emma Bovary non è mai esistita: il libro M.B. esisterà per tutti i secoli dei secoli. Un libro vive più a lungo di una ragazza”.

Un libro è un viaggio che ci porteremo dietro per sempre, o forse no, senza esserci mai mossi da casa.


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